Il Vesuvio nel calice: John Szabo premia i vini Sorrentino a Campania Stories 2026
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Il Vesuvio raccontato attraverso il vino. E questa volta a farlo è una delle voci più autorevoli al mondo quando si parla di terroir vulcanici.
In occasione di Campania Stories 2026, John Szabo MS ha degustato oltre 200 vini campani, dedicando particolare attenzione alle varietà autoctone e ai territori vulcanici della regione. Master Sommelier, wine critic e autore del pluripremiato libro Volcanic Wines: Salt, Grit and Power, Szabo ha inserito numerose etichette Sorrentino tra i migliori assaggi della sua selezione pubblicata su WineAlign.
Per noi il risultato più importante non è rappresentato solamente dai punteggi. È il riconoscimento della capacità dei vini del Vesuvio di evolvere nel tempo mantenendo freschezza, identità e carattere.
Tre vini. Tre annate mature. Tre volte 93 punti.
93 POINTS – DON PAOLO 2008Aglianico Pompeiano IGT
Prodotto dalle parcelle più alte del Vesuvio, fino a circa 700 metri, il Don Paolo 2008 ha impressionato Szabo soprattutto per la sua sorprendente freschezza a distanza di quasi vent'anni dalla vendemmia. Il critico ne evidenzia l'eleganza, i richiami floreali e la capacità evolutiva, arrivando ad accostarne lo stile ai grandi vini del Vulture.
93 POINTS – FRUPA 2016Piedirosso IGT Pompeiano
Un riconoscimento particolarmente significativo per uno dei vitigni simbolo del Vesuvio. Il Frupa 2016 nasce da vecchie vigne di Piedirosso, con età media indicata da Szabo tra 50 e 60 anni. Nella sua recensione lo considera un esempio capace di mostrare una dimensione del Piedirosso ben diversa dalla sua interpretazione più immediata e fruttata, sottolineandone la sorprendente longevità.
93 POINTS – VIGNA LAPILLO BIANCO 2018Lacryma Christi del Vesuvio Superiore
Un bianco del Vesuvio che, otto anni dopo la vendemmia, conserva brillantezza e freschezza. Szabo ne sottolinea la cremosità, la freschezza ancora integra e l'eccellente persistenza, definendolo semplicemente un “lovely wine”.
Ma i riconoscimenti non finiscono qui.
92 punti – Latikadea 2020Un vino rarissimo ottenuto da Uva del Conte, particolarmente apprezzato per vitalità, freschezza e originalità.
92 punti – Vigna Lapillo Bianco 2023Ricco, concentrato e cremoso, proveniente dai vigneti selezionati tra 450 e 650 metri sul versante meridionale del Vesuvio.
91 punti – 7 Moggi 2024Piedirosso vibrante e sapido, nel quale Szabo riconosce una marcata espressione vulcanica.
91 punti – Vigna Lapillo Rosso 2021Un rosso elegante e persistente, con prospettive evolutive fino ai primi anni Trenta secondo Szabo.
90 punti – Benita 31 2024Caprettone in purezza nel quale morbidezza, freschezza e salinità convivono con una forte identità territoriale.
90 punti – Vigna Lapillo Rosso 2022Un Lacryma Christi Superiore di notevole intensità, struttura e concentrazione.
C'è infine un'immagine che per noi racconta forse tutto ancora meglio dei punteggi.
Nel reportage di WineAlign dedicato a Campania Stories compare una fotografia scattata dallo stesso John Szabo ai lapilli vulcanici neri del Vesuvio presso Sorrentino Vini.
È da quella terra che nasce la nostra storia.
Una terra complessa, povera, minerale. Una terra plasmata dal vulcano e coltivata dalla nostra famiglia generazione dopo generazione.
Questi riconoscimenti confermano ciò in cui crediamo da sempre: i vini del Vesuvio non devono essere raccontati soltanto attraverso la loro origine vulcanica.
Devono essere messi alla prova dal tempo.
E il tempo, ancora una volta, ha parlato.
Sorrentino Vesuvio.Where lava becomes wine.
